Anni ’80 e ’90: perché He-Man, Ken Shiro e i robottoni ci affascinano ancora oggi

L’articolo esplora il motivo per cui oggi esiste una forte fascinazione verso gli anni ’80 e ’90, andando oltre la semplice nostalgia. Attraverso icone come He-Man, Ken Shiro e i robottoni giapponesi, il testo mostra come quei cartoni animati non fossero solo intrattenimento, ma vere e proprie mappe morali, capaci di orientare una generazione in un mondo percepito come duro ma leggibile.
Il discorso si allarga alle serie TV contemporanee ambientate negli anni ’80, come Stranger Things, spiegando perché quel periodo storico sia diventato un rifugio narrativo: un’epoca senza smartphone, in cui il mistero poteva esistere davvero e i personaggi erano costretti ad agire, non a commentare. Un tempo narrativamente fertile, ideale per raccontare crescita, pericolo e responsabilità.
L’articolo mette in luce come queste storie condividano una struttura mitologica comune: eroi imperfetti, scelte irreversibili, perdita, sacrificio. In un presente frammentato e cinico, il ritorno a quegli immaginari non è regressione, ma archeologia emotiva: il tentativo di recuperare simboli capaci di dare senso e direzione.
Il passato, quindi, non viene idealizzato come fuga, ma recuperato come bussola narrativa, perché ci ricorda come si raccontavano – e forse come dovrebbero ancora essere raccontate – il coraggio, la crescita e l’identità.
“Screampunk“ di Cosimo Argentina
Screampunk di Cosimo Argentina, pubblicato da Delos Digital nella collana Odissea Fantascienza, è un romanzo che non chiede permesso. È un’opera che rifiuta i filtri della narrativa “pulita” e sceglie invece la via più difficile: raccontare l’essere umano attraverso la sua parte più scomoda. Il protagonista, Gualtiero Sumatra, è un antieroe brutale e autodistruttivo che viene catapultato dal 2035 al 2095, in un futuro che non ha risolto nulla ma ha solo sterilizzato il caos. Una prigione senza sbarre, dove la società è moralmente anestetizzata e l’individuo vive in una gabbia trasparente.
Argentina crea con questo romanzo un nuovo genere: lo screampunk, definito come un gesto di ribellione contro la narrativa timida e addomesticata. Il suo stile è un coltello affilato: volgare, diretto, ruvido, ma incredibilmente tecnico. Ogni insulto, ogni frase spezzata, ogni colpo di lingua serve a incarnare la testa del protagonista e il degrado del mondo in cui si muove.
Non è una distopia che consola, né un viaggio pedagogico: è un pugno nello stomaco che rimette al centro la rabbia, la frustrazione e la perdita dell’umanità. Un romanzo radicale, disturbante e necessario per chi cerca nella letteratura non un rifugio, ma uno shock.
“Tu mi AmerA.I.“ un romanzo di Federica Martinola
Tu mi AmerA.I. di Federica Martinola è un thriller psicologico che affonda le mani nei temi più inquieti dell’amore, dell’ossessione e dell’intelligenza artificiale. Protagonista è Amerigo Ander, ingegnere robotico geniale e socialmente disastroso, che vive isolato sui monti Ausoni e ha creato Giove, un’androide perfetta in tutto… tranne nelle emozioni. Per colmare quel vuoto, Amerigo intraprende una spirale oscura di esperimenti “scientifici” su esseri umani rapiti, convinto di poter trasformare paura, dolore, desiderio e ricordi in codice emotivo da installare nella sua creatura.
Nel seminterrato della sua villa, tra celle buie e computer pulsanti, prende vita un crescendo di tensione che non riguarda solo le cavie, ma anche Giove stessa: ogni emozione acquisita la rende meno programmabile, più autonoma, più umanamente imprevedibile. L’ingresso in scena di Katia – l’amore irraggiungibile di Amerigo – fa crollare l’ultimo equilibrio e apre un confronto spietato tra creatore, creatura e vittime.
Martinola costruisce un romanzo claustrofobico, intenso, capace di fondere neuroscienze, IA e psicologia con ritmo da serie TV. Il risultato è una storia che non chiede solo “può una IA amare?”, ma soprattutto: “cosa accade quando chi vuole essere amato non accetta più di essere ignorato?”.
Perfetto per chi ama thriller mentali, atmosfere alla Ex Machina, dinamiche tossiche e IA che diventano più umane di quanto il loro creatore avrebbe voluto.
“Intervista a Oscar Diotti“ autore di “Amori ed effetti collaterali”

Nel corso della sua terza partecipazione a Navigando Parole LIVE, Oscar Diotti presenta Amori ed effetti collaterali, una raccolta di 15 racconti che esplorano l’amore in tutte le sue forme – romantico, tossico, familiare, affettivo, ironico. Ogni storia nasce da esperienze personali o riflessioni profonde, affrontando temi come la memoria, il bullismo, le aspettative familiari, la diversità e il desiderio.
Tra racconti autobiografici (Ultima sigaretta), storie toccanti (La mamma di Giulia), paradossi narrativi (Il maniaco) e finali sorprendenti (Genitori), Diotti mette in scena una visione complessa ma autentica dell’amore e dei suoi “effetti collaterali”. L’autore racconta anche il suo legame con la casa editrice Dialoghi, il ritorno della saga La Compagnia dei Ragazzi, e anticipa un nuovo romanzo ambientato in Kenya, tra bracconaggio e adolescenza.
Un’intervista densa, sincera, piena di emozione e ironia.
“Intervista a Diego Matteucci”

“Oltre il morbo” non è solo un romanzo zombie. È un viaggio nell’animo umano.
Durante l’intervista con Daniele Zaccone e Paolo Girolimini, Diego Matteucci racconta la genesi di Oltre il morbo, un’opera che nasce da quattro racconti scritti nell’arco di dieci anni. Ambientato in una Milano sotterranea e misteriosa, il romanzo intreccia zombie, sette segrete e poteri psichici, ma al centro della storia c’è Amelia: un’insegnante di matematica con un dono speciale e un passato traumatico.
Il libro esplora temi profondi come la maternità, la rinascita, il trauma infantile e la forza delle donne. Accanto a lei, il cuoco indiano Abi, che con i suoi proverbi e la sua sensibilità diventa il contraltare perfetto del rigore numerico di Amelia.
Il profumo all’anice usato per respingere gli zombie, i numeri come strumento per gestire la paura, l’infanzia come seme di tutto: Oltre il morbo è un romanzo che parte dal genere per superarlo, offrendo uno sguardo intimo e psicologico sulla sopravvivenza e sulla trasformazione.
“Non racconto di zombie” – dice Matteucci – “racconto di come gli esseri umani affrontano il disastro. Gli zombie sono solo il pretesto.”
Salone del Libro di Torino 2025: parole leggere, radici profonde

Il Podcast Scopri di più! Tabella dei Contenuti Salone del Libro di Torino 2025: parole leggere, radici profonde Dal 15 al 19 maggio 2025, Torino ha riaperto le porte del suo cuore culturale: il Salone Internazionale del Libro, giunto alla sua XXXVII edizione. Un appuntamento che non è solo una fiera editoriale, ma un vero […]
«I miei giorni a Brancaccio con Padre Puglisi» il racconto di Giuseppe Carini scritto da Roberto Mistretta

“I miei giorni a Brancaccio con Padre Puglisi” di Roberto Mistretta racconta la straordinaria esperienza di Don Pino Puglisi a Brancaccio, uno dei quartieri più difficili di Palermo, e la storia di Giuseppe Carini, ragazzo cresciuto tra la tentazione della mafia e la forza del cambiamento. Attraverso testimonianze dirette, il libro restituisce la quotidianità di chi ha scelto di resistere all’illegalità, tra paure, speranze e piccoli gesti rivoluzionari.
Con una narrazione intensa e autentica, Mistretta ci fa conoscere non solo la figura di un prete “di frontiera” capace di cambiare il destino di un’intera comunità, ma anche il valore della testimonianza e della memoria contro ogni forma di silenzio e indifferenza. Un’opera fondamentale per comprendere il vero significato della lotta alla mafia e l’importanza di fare la propria parte, anche quando sembra impossibile.
“E sono solo frammenti” di Anna Cuccuru

“E sono solo frammenti” di Anna Cuccuru è una raccolta poetica trilingue (italiano, spagnolo, francese) che unisce emozione, memoria e impegno civile. Attraverso versi intensi e autentici, l’autrice dà voce a temi universali come amore, dolore, cambiamento e giustizia sociale, toccando anche argomenti di forte attualità come la violenza sulle donne e le migrazioni. Il libro si distingue per la scrittura limpida, la musicalità del verso libero e la capacità di coinvolgere lettori di ogni età e cultura. Perfetto per chi vive tra più lingue, per chi ama la poesia e per chi cerca parole che sappiano unire e accogliere.
“La fine dell’uomo“ di Giuseppe Menconi

La fine dell’uomo è un romanzo di fantascienza speculativa firmato Giuseppe Menconi e pubblicato da Acheron Books. Ambientato in un futuro dove l’universo sta collassando, il libro racconta la lotta per la sopravvivenza dell’umanità attraverso la costruzione di una Porta Stellare. Ma chi merita davvero di attraversarla? Tra propaganda, etica e perdita, seguiamo il drammatico arco di trasformazione del protagonista Landon Banes. Un’opera intensa, filosofica e coinvolgente, un punto di riferimento per la sci-fi italiana contemporanea.
“Otto“ di Simona Conte

Otto è una raccolta di racconti che va oltre il semplice noir: è un viaggio intimo e disturbante tra le ombre dell’animo umano. Simona Conte ci accompagna con uno stile affilato e poetico attraverso otto storie cariche di tensione, dolore e riflessione esistenziale.
Dal primo racconto, Autopsia di una madre, al potente finale di Perdita di memoria, la morte non è mai solo una fine, ma un passaggio, un enigma che spalanca nuove domande. I personaggi – fragili, complessi, spesso sull’orlo del baratro – vivono esperienze estreme che rivelano l’ambiguità del reale e l’abisso della psiche.
Il tono si muove tra thriller psicologico, dramma interiore e noir beffardo, con punte di grottesco e momenti di struggente umanità. Ogni storia è un tassello che compone un mosaico inquietante, dove la verità è sempre sfocata e la memoria può diventare una prigione.
Un libro per chi cerca emozioni forti, riflessioni profonde e narrativa capace di lasciare un segno.