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Speciale Flash Fiction
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Daniele Zaccone

Scrittore ed Editor - Fondatore di Navigando Parole

Il sistema attanziale di Greimas

“Hai mai avuto personaggi che si muovono senza una direzione chiara?”

Se scrivi storie — racconti, romanzi, sceneggiature o persino giochi di ruolo — prima o poi ti sarà capitato di avere un personaggio che ti sembrava interessante ma… non faceva nulla. Oppure una trama che sembrava promettente ma non si muoveva, o si muoveva a vuoto.

Spesso il problema non è nella scrittura in sé, ma in qualcosa di più profondo: la funzione narrativa dei personaggi.

Ecco dove entra in gioco un potente strumento di analisi (e progettazione) narrativa: il modello attanziale di Algirdas Julien Greimas. Una vera bussola per orientarsi nel mare delle storie, e capire chi fa cosa, perché, e a vantaggio di chi.

“Che cos’è il modello attanziale e perché può cambiarti il modo di scrivere?”

Il modello attanziale è uno schema ideato dal semiologo Greimas negli anni Sessanta. A differenza di altri modelli narrativi, come quello di Propp (basato su sequenze di eventi), questo si concentra sui ruoli funzionali che i personaggi (o le forze narrative) assumono in una storia.

Greimas parte da un’idea chiave: ogni storia si muove grazie a un desiderio. C’è qualcuno che vuole qualcosa. E in mezzo, ci sono aiuti, ostacoli, mandati e ricompense. In pratica, un gioco di forze.

Greimas chiama queste forze attanti (da “atto”), e li organizza in sei ruoli, divisi in tre coppie oppositive:

  1. Soggetto / Oggetto
  2. Aiutante / Opponente
  3. Mandante / Destinatario

Vediamoli nel dettaglio.

  • Soggetto: è il protagonista dell’azione narrativa, colui che desidera qualcosa.
  • Oggetto: è ciò che il soggetto vuole ottenere (può essere una persona, un oggetto, una verità, la salvezza del mondo…).
  • Aiutante: è chi o ciò che aiuta il soggetto nel raggiungimento dell’obiettivo.
  • Opponente: ostacola il soggetto. Può essere un antagonista, una forza della natura, un limite interiore.
  • Mandante: è chi affida la missione al soggetto. Dà l’impulso iniziale.
  • Destinatario: chi riceve il beneficio (o la conseguenza) dell’azione del soggetto. A volte è lo stesso soggetto, altre volte no.

Questo schema funziona in ogni tipo di narrazione, dalla fiaba al thriller psicologico, dalla commedia romantica al romanzo di formazione. E spesso aiuta a risolvere problemi strutturali che sembrano insolubili.

“Come usare il modello attanziale per scrivere storie migliori”

Facciamo un esempio concreto per chiarire il potenziale dello schema di Greimas. Prendiamo una storia nota: Il Signore degli Anelli.

  • Soggetto: Frodo
  • Oggetto: distruggere l’Anello del Potere
  • Aiutanti: Sam, Gandalf, Aragorn, la Compagnia dell’Anello
  • Opponenti: Sauron, gli Orchi, Gollum (ambivalente)
  • Mandante: Gandalf (ma anche Bilbo, Galadriel, Elrond: l’impulso arriva da più fonti)
  • Destinatario: la Terra di Mezzo intera

Analizzando la storia con questo schema, vediamo subito quanto sia ben costruita. Ogni ruolo è presente, chiaro, motivato. E dove un personaggio sembra ambiguo (come Gollum), il modello ci aiuta a definire il suo impatto sull’equilibrio narrativo.

Ma il bello arriva quando lo usi per le tue storie.

Spesso, quando una storia non decolla, è perché uno di questi ruoli è assente o debole:

  • Il soggetto non ha un desiderio chiaro.
  • L’oggetto non è abbastanza forte da motivare un viaggio.
  • L’opponente è generico o poco incisivo.
  • L’aiutante è decorativo, non funzionale.
  • Nessuno manda davvero il protagonista.
  • Non si capisce chi beneficia dell’azione.

Usare il modello attanziale ti permette di testare la tenuta della tua trama. Ti obbliga a chiederti: ogni personaggio ha una funzione chiara? Ogni forza in campo ha un senso nel sistema narrativo?

Puoi anche usarlo in fase di brainstorming: prendi un’idea e chiediti subito: “Chi è il soggetto? Cosa vuole? Chi lo ostacola? Per chi lo fa?”

“Cosa puoi fare da subito per applicarlo”

Ecco alcuni consigli pratici per usare subito il modello attanziale:

  1. Mappa i tuoi personaggi: prendi la tua storia e assegna i sei ruoli principali. Se un ruolo manca, chiediti se è davvero inutile o se lo hai solo trascurato.
  2. Usalo per revisionare: quando una scena non funziona, guarda se c’è uno squilibrio nel sistema attanziale. Forse l’opponente è troppo debole? L’aiutante è passivo? Il desiderio non è chiaro?
  3. Crea tensioni: rendi più complessa la rete. Un personaggio può essere sia aiutante che opponente, a fasi alterne. O il mandante può diventare nemico. È qui che nasce la profondità narrativa.
  4. Gioca con il destinatario: cosa succede se il protagonista compie l’impresa ma il destinatario non è lui? O se fallisce, ma qualcun altro ne trae beneficio? C’è già una storia…

Conclusione

Il modello attanziale non è la soluzione a tutto, ma è uno strumento potente per dare coerenza, direzione e profondità alla tua narrazione.

Puoi usarlo come base progettuale, come strumento di analisi o come salvagente quando la tua storia sembra annegare. E, soprattutto, puoi adattarlo: i ruoli non sono maschere fisse, ma funzioni mobili che puoi manipolare per generare tensione e sorpresa.

In un mondo narrativo dove il rischio più grande è la confusione e la mancanza di direzione, Greimas ti offre una bussola. Sta a te decidere dove vuoi andare.

Scarica la Mappa Attanziale di Greimas.

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